Jean Echenoz, ripercorre la vita di Emil Zatopek grande atleta mazzofondi-sta cecoslovacco, che nemmeno il regime riesce a fermare. Dotato di notevoli doti fisi-che, e anche se la sua corsa non era aggraziata cercava sempre di superare i suoi limiti. In pochi anni e partecipando a due olimpiadi, Zatopek diventa invincibile, corre corre sempre, famosi i suoi allenamenti massacranti, che pochi riescono a sostenere, ma che in gara danno i risultati e a cui gli altri atleti devono desistere dalle sue ripetute accellerazioni. Da ricordare i suoi ben 18 record mondiali e il superamento della barriera dei 29 minuti sui 10.000 e i 20 Km in un’ora (e stiamo parlando degli anni ’50), così come memorabile la tripletta Olimpica ad Helsiki nel ’52, ancora oggi imbatutto su queste distanze 5.000, 10.000 e maratona (corsa ufficialmente per la prima volta). Nonostante le numerose vittorie e diversi record mondiali Zatopek, è rimasto un atleta e sopratutto un uomo semplice e modesto, e quando nel ’68 si schiera contro il regime, “viene rilegato nel limbo dell’oblio ufficiale, conoscendo giorni difficili moralmente e materialmente”, come ricorda Roberto Quercietani nel libro “Sfida alla distanza”. 






